Mi sento legato alla baia di Baratti in Toscana con la sua spiaggia nera per gli scarti di fusione degli Etruschi.
Ho negli occhi l’immagine del metallo che usciva dai loro grezzi forni per dare vita a cose nuove.
Ripenso spesso al duro lavoro, all’emozione ed alle speranze di quegli uomini.
L’acciaio lavorato, lucidato nella sua forma finale anche come semplice strumento, mi riporta col pensiero a quei lontani primi tentativi.
Per questo motivo sento che fondere il metallo e ottenere materia sempre più pura è genesi creativa.
Rendere il calore della fornace, la forza di Vulcano, con il suo calore infernale è stata una sfida per me difficile come rendere in un quadro il silenzio o il frastuono.
dal “Ciclo della Rete”

Dipingere inteso come rappresentazione di quello che mi circonda è sempre stato per me il modo per catturare le emozioni dell’attimo vissuto.

Il modo per fissare pensieri e sentimenti in una istantanea che filtra la realtà tenendo in evidenza solo le cose più importanti.

Controluce verso l’orizzonte

Dal tempo dei graffiti rupestri trasporre la realtà in segni, colori e forme è stato il modo di fissare ricordi e situazioni da mostrare per passare conoscenze e idee.
Un mondo feroce di lotta per la sopravvivenza dove era importante far capire alle nuove generazioni metodi di caccia e pericoli per poter sopravvivere, come branco, alle avversità.

Ancora dopo molti secoli l’arte sacra serviva a spiegare la fede e la religione a chi non sapeva leggere.

Oggi, la qualità della pittura è legata ai sentimenti che suscita e sempre meno alle conoscenze che trasmette.

Sardegna Stintino Alba